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“Le cassette di Aznavour” – recensione alla silloge di Nicola Grato

Le cassette di Aznavour - Nicola Grato - Libro - Macabor - Fiori | IBS

 

Un tuffo nei colori e nei sapori della terra del meridione, un grande equilibrio sintattico-cromatico di emozioni oltre che di versi. Questa è la silloge di Nicola Grato, “Le cassette di Aznavour” edita da Macabor, in cui il tempo sospeso e nostalgico si rende vivo e tangibile pagina dopo pagina.

Questo fruscio di ricordi attraversa la spazialità dei nomi di vie, posti, luoghi cari all’autore nella sua profonda sicilianità; Grato riesce a mettere in luce l’inquietudine dei ricordi, dando voce alle assenze quanto mai presenti. Si entra in una coralità fatta di spazi, squarci di dolore, memorie che toccano i gorghi dell’esistenza.

Un percorso anche lessicale molto intenso, che trova la tradizione (Verga, Bufalino per citarne alcuni) e accoglie la misura dialettale restituendo al lettore una dimensione familiare, nostalgica e vissuta. Un grande quadro fotografico che giunge alla quotidianità, all’essere, alla sostanza fatta e del tempo che non si azzera ma scorre inesorabilmente.

 

e mi chiedevo

se conoscevo davvero quell’uomo
se da ragazzo magari mi osservava

con smarrimento finire l’autunno.

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“Case sepolte” – recensione alla silloge di Pietro Romano

 

“Case sepolte” di Pietro Romano edito da “I quaderni del Bardo” è un tuffo dentro la poesia che costruisce e de-struttura il pensiero rendendolo materico, interrogativo alla ricerca di un dialogo con sé stesso e con la profondità che ognuno di noi ha dentro i propri territori.

Ognuno di noi ha delle case sepolte che abitano i meandri coscienti o non coscienti dell’anima e Romano riesce a darci una visione prettamente realistica fatta di domande, un continuo e perpetuo guardarsi allo specchio della vita, di quella vita che abita e risiede dentro il corpo, nella sua fisicità ma anche nel suo spirito. La poesia si ciba di noi, non è fatta da pareti, è fecondata dalle nostre domande e dai nostri occhi.

Si cerca una voce che talvolta non sentiamo:

 

Mi appartiene la mia voce? Cos’è? Non c’è al mondo suono che si
crepi per tanta forza deposta. Memoria? Quale memoria? Di me
che ritorno alla soglia che manca? Quale stanza?

 

Si esplorano due topos della poesia, infanzia e morte, che seppur ricorrenti nel panorama poetico, Romano riesce a scandagliare utilizzando uno stile essenziale, potente, reticolare (ricorrendo anche a tratti prosaici) nel quale emerge un grande bagaglio culturale dell’autore, del suo studio, del background insito nella sua anima. Una parola che è performativa e accende.

Paralisi notturna. Avanza sopravanza retrocede dimentica discompone leviga articola disarticola beve sfama digiuna graffia dissotterra oblia abbuia inganna chiede scongiura affama affoca nega rinnega ripudia affoga stringe disancora annega disperde geme obnubila dissesta preme teme congiura complotta farfuglia brama freme comprime implode uccide resuscita sradica svelle spella sfiata congela disgela consuma divora vomita incombe incalza

L’autore ci offre uno sguardo che va oltre la barriera, oltre la semplicità creando una raccolta densa, a tratti complessa ma viva e tormentata.

Estremamente consigliato a chi si chiede spesso cosa c’è dentro la Poesia e dentro l’Essere.

 

 

Qui il link per l’acquisto 

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“Inesperte esperienze” – recensione alla silloge di Gastone Cappelloni

Risultato immagini per inesperte esperienze

 

Pronti a varcare un mare nascosto e imprevedibile? E’ quello che dobbiamo chiederci prima di leggere “Inesperte esperienze”, opera omnia che racchiude varie sillogi poetiche di Gastone Cappelloni edita da Il cuscino di stelle.

Le emozioni di questo libro hanno un suono sommesso, non subito reperibile ma va ricercato e sentito entrando in una stanza di parole, anafore, un teatro di parole dentro la parola che si modifica, cresce, decresce, si accentua o acquisisce una proprietà semantica nuova.

L’amore viaggia in modo passionale o smarrito, Cappelloni ci guida nel suo territorio, ci mostra anfratti da ricordare, luoghi talvolta dolorosi ma sempre profondi. Questa è la forma mentis che viene depositata di fronte al lettore di questa silloge particolare, che continua e fluisce tra una pagina e l’altra in modo impellente, nostalgico, vivo e vero.

 

Ora che la tua mente
vivrà
l’eleganza del rispetto
ti percepirò abbracciata
al volto azzurro dell’universo.

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“Le facce del dado” – recensione alla silloge poetica di Alessandro Sammarini

Le Facce del Dado: Amazon.it: Sammarini, Alessandro, Gambini, Rina,  Gollini, Elena: Libri

 

Quando si dice che la Poesia non  è solo metafora ma è metafora e vita assieme. E’ quello che avverto nella silloge “Le facce del dado” di Alessandro Sammarini (edizioni del Porticciolo). Un connubio molto forte quello tra parola e immagine che si ripercorre all’interno del testo.

La Poesia è forza motrice nelle parole , nei verbi, nelle azioni e immagini dell’autore che ci prende con sè e ci mette davanti a queste pareti di carta che costruiscono e inter-agiscono con il lettore stesso.

Le sfaccettature della vita sono tutte inserite in questo meraviglioso libro, la profondità di un verso che scava e lascia un segno, un gesto.

Dall’omonimo titolo vi è anche il cd “Le facce del dado” con poesie diventate canzoni, musicata e cantate da Davide Dossena. Ed ecco che la musicalità diventa piena nel senso vero della parola.

 

Come un dado

ho le mie stagioni

prigioniere dei suoi lati,

probabili illusioni

di facce nascoste.

 

 

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“Acque amate” – recensione al libro di Delia Biele e Giulia Caminada

Giulia Caminada (@giuliacaminada) | Twitter

36 foto, accompagnate dalle 12 poesie (sei di Delia, sei di Giulia) recitate in sincrono e da un sottofondo musicale, con inserti vocali di Delia Biele, Giulia Caminada e Giovanni Gastel.

Da qui la mostra, che per via delle restrizioni COVID è stata fatta virtualmente (sotto il link per poterla vedere) e ha come titolo “Acque amate” .

Un titolo evocativo, emblematico che racchiude un grande amore, viscerale per l’elemento dell’acqua, primordiale e che abbraccia i tre artisti. Le fotografie di Delia Biele, di Senigallia, del mare Adriatico ci restituiscono un grande senso di libertà e di emozione come quelle della comasca Giulia Caminada e del lago di Como in cui i colori, soffusi e delicati si mescolano con quelli più intensi dei marosi lacustri.

E’ un grande senso di appagamento al cuore e alla vista. Dopo tutto, queste acque sono amate da tutti noi, chi non ha un ricordo di una vacanza al mare o di una gita al lago?

In questo libro riviviamo tutto questo e la presenza del fotografo e poeta Giovanni Gastel (anch’egli comasco), che ha curato assieme a loro il lavoro e ha presentato assieme a Dacia Maraini .

Le poesie che troviamo hanno un verso inciso, spezzato, trascinano ancor di più nell’atmosfera degli scatti fotografici.

Qui la mostra virtuale mentre per il libro potete acquistarlo su Ebay o contattando Delia Biele o Giulia Caminada da Facebook.

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Oltre il castello di bolle – un libro di fiabe… speciali! Made in CSU

165 pagine di storie e disegni, rigorosamente a mano, per sottolineare pilastri di vita, concetti etici imprescindibili, affinché si possa riflettere su problemi purtroppo molto attuali fra i giovani più e meno fortunati.

Una raccolta di fiabe che affronta varie tematiche sull’amicizia, la condivisione, la fiducia, la solidarietà, in un intreccio di fantasia e realtà che fa sognare e riflettere. 

12 storie scritte da dodici autori del Collettivo Scrittori Uniti e promosse dall’Associazione Stella & Aratro, con all’interno delle immagini da colorare e dei disegni realizzati dal centro LA ROSA BLU di Brolo. 

I proventi derivati dalla vendita del libro verranno devoluti ad associazioni che realizzano progetti destinati a bambini e ragazzi affetti da autismo ed altre disabilità.

Questo libro “Oltre il castello di bolle” realizzato da Stella & Aratro  è frutto di un join venture di autori che hanno realizzato delle fiabe particolari!
Acquistando questo libro, devolverete una buona parte del prezzo di copertina a diverse associazioni che supportano l’autismo, dovete solo acquistarlo da questo canale anziché da altri webstore per devolvere il più possibile. Il libro è un pezzo unico e speciale, non ne saranno ristampate molte oltre le prime centinaia, ed è un’idea regalo fantastica per Natale, con storie orientate a un pubblico infantile e adolescente, ma anche agli adulti.
Potrete acquistarlo sin da ora ma soprattutto alla fiera virtuale del 13 dicembre dedicata alla Poesia e al libro per ragazzi in cui sarà presentato dai fondatori del progetto.

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“Fiori e speranze Paesaggi e umanità” – recensione alla silloge di Patrizia Spoletini

Amazon.it: Fiori e Speranze - Paesaggi e Umanità - Spoletini, Patrizia -  Libri

Edita da Antologica Atelier Edizioni, “Fiori e Speranze, Paesaggi e Umanità” è un diario poetico nel quale i paesaggi vengono attraversati dall’autrice Patrizia Spoletini. Ricca è l’unione con la natura e il titolo ne è un grande respiro.

Ritmo veloce che scorre tra le pagine di queste immagini poetiche che danno un grande senso di bellezza per la natura e la vita, la speranza esortando il lettore a vivere appieno la sua vita. Questo diario di viaggio poetico, sia interiore sia esteriore, è nutrito con lievi metafore, versi liberi che indagano attraverso posti che l’autrice ha visitato e scandagliato anche nella profondità della sua Anima.

Passerà la nostalgia

di questa vergine

rossa di fuoco

che ci prese

con la passione

fino a farci male.

Il viaggio è quindi qui inteso non solo come mero spostamento fisico ma anche di cuore e sentimento,

Un libro che è vissuto e va vissuto pienamente dal lettore.

 

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“Verdemare” – recensione alla silloge poetica di Alba Gnazi

Alba Gnazi, Verdemare | Poetarum Silva

 

Navigare onde agitate, ora inquiete, ora solitarie. Voci corali di poesia che si immergono negli occhi e colmano stati inquieti dell’essere. Il mare, verde, come gli occhi della copertina di questa silloge “Verdemare – cronologia inversa di un andare” di Alba Gnazi, edito da “La vita felice” , ci culla e ci incanta.

E’ un riscoprirsi delicato ma incisivo quello che l’autrice di questo testo esplora tra le pagine, un andare contro-corrente, in cui ricercarsi e ritrovarsi. I versi talora brevi, talora più corposi sono un moto uniforme verso la radice interna dell’Io. Metafore lievi, profumi e ricordi, sensazioni e gesti si trovano dentro questa silloge.

Un verticale, ineluttabile

colpo di tosse tra l’eternità

e il Verdemare.

Abisso, battigia, rumori, corde esistenziali che vengono toccate con naturalezza. “Verdemare” ricorda molto i diari di viaggio, in cui si annota ogni punteggiatura toccata dall’emozione.

Ed emoziona.

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La poesia di Miriam Bruni

Intervista a Miriam Bruni - Scrittoio

 

Miriam Bruni, nata e cresciuta a Bologna con due figli, dopo la laurea in Lingue e Letterature straniere si è abilitata all’insegnamento della lingua spagnola.

Ama la scrittura sin da bambina ma anche della fotografia e altre arti.

Di seguito alcune note recensorie sulle sue sillogi poetiche:

Cristalli - Miriam Bruni - Libro - Youcanprint - Youcanprint Self-Publishing | IBS

Cristalli, prima opera dell’autrice che ci permette di iniziare a sondare il suo terreno poetico, un humus  di metafore lievi, altre più profonde che incantano il lettore. Si rivolge alla Poesia stessa e alla vita attraverso la Fede e la Natura stessa. I suoi versi entrano dentro nel cuore e nell’anima.

Credere nell'attesa: Amazon.it: Bruni, Miriam, Garavello, S.: Libri

Credere nell’attesa, con delle illustrazioni di Silvana Garavello, che danno un valore aggiunto al testo, presenta al lettore una poesia breve e sentita, radice dell’esistenza, che scava dentro sè stessa. Molte le domande esistenziali in quell’attesa in cui lei stessa crede. Una grande riscoperta dell’interiorità, le parole affilate come lame che incidono il verso.

Coniugata con la vita” di Miriam Bruni (Recensione di Ilaria Negrini) | You-Logos

 

Coniugata con la vita – al torchio e in visione, è un libro in cui la dimensione della Vita è essa stessa Fede nella vita stessa, si riscopre il valore dell’Esistenza con questi versi spezzati, intensi che rimangono scolpiti nell’Eterno. C’è una grande sensibilità ed umanità in questo cuore, in questo suo essere coniugata con ciò che più di caro abbiamo al mondo: la nostra vita.

 

Falesìa, tre poesie recitate dall'autrice che sarà in libreria SEAB-Forni il 30 novembre. « millecolline

Falesìa – proposta di intarsio fra scultura e poesia, segna la collaborazione dell’autrice con lo scultore Giordano Frabboni e l’unione tra arte del legno e arte poetica regala al lettore un qualcosa di unico. In questo libricino fatto a mano in edizione limitata viene reso più forte il legame che la Poesia, in questa plaquette artistica,  ha con l’arte della scultura. Anche qui le poesie hanno un sapore intenso, breve ma deciso.

La principessa guerriera – una fiaba di Marina Cvetaeva / recensione

Pubblicata per la prima volta in Italia da Sandro Teti editore, tradotta da Marilena Rea, studiosa, critica e traduttrice della poetessa Cvetaeva,   “La principessa guerriera” è una fiaba scritta dalla sublime poetessa russa Marina Cvetaeva, un’opera poco conosciuta che  trascina dentro quel mondo fatto di folklore, di usanze, costumi e profumi intramontabili e di un ribaltamento dei canoni classici della figura della principessa che la vedrebbe solare, elegante, una sorta di Zar-fanciulla che fa sognare ad occhi aperti, mascolina e forte.

Troviamo quindi una guerriera, impavida e sprezzante del pericolo, audace e persino rivoluzionaria e personaggi fiabeschi la cui funzione viene ribaltata con grande sorpresa del lettore e uno stile sensazionale, che lambisce all’erotismo e alla sensualità (scritto in un’epoca molto difficile, negli anni Venti del ‘900, in piene guerra civile russa).

Nel centenario della sua stesura, questa fiaba moderna viene pubblicata da Sandro Teti editore con illustrazioni originali a fronte e la postfazione dell’attrice teatrale e cinematografica Monica Guerritore.

Da scoprire!

Ecco la trama:

Una Vergine guerriera possente come il sole, uno Zarevič inetto e perseguitato dalla sua Matrigna, un vecchio Zar ubriacone: i personaggi della tradizionale fiaba russa Zar-fanciulla acquistano una nuova vita nei versi di uno dei più grandi poeti russi del Novecento. Marina Cvetaeva compone questo poema nei difficili anni della guerra civile, poco prima di partire per l’esilio, riuscendo con la sua tipica potenza immaginifica a fondere la cultura popolare e folcloristica di una Russia che stava per scomparire con le storie di personaggi biblici, ovidiani, shakespeariani. L’opera esprime nella maniera più compiuta il geniale talento di Cvetaeva nel creare complesse tramature di temi e di stili.

 

Qui l’acquisto

 

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