poesia

“Si prega girati di schiena” – recensione alla silloge di Giuseppe Todisco

Si prega girati di schiena - Giuseppe Todisco - Libro - Marco Saya - | IBS

 

La preghiera che diventa testimonianza di un qualcosa che rimane, sedimenta, permane e orienta l’animo umano. In questo libro di Giuseppe Todisco, “Si prega girati di schiena” edito da Marco Saya edizioni, c’è una riscoperta di se stessi, di quel raccoglimento che è indagine-trasformazione dell’io.

Nella memoria si scava, si cerca e a volte ci si ritrova percorrendo nuovi strati di questa esistenza. Questo libro evidenzia bene come la memoria sia punto di partenza per dar luce alle ombre, ai vuoti e ai pieni della vita stessa, il significato a cui possiamo dare, la visione altra di un qualcosa che potrebbe sfuggire ai nostri occhi.

Ma perché poi le stelle

o i girasoli se di tutta

questa vita basta appena

un buco

per sorprendersi?

 

Todisco attraverso uno stile incisivo, ritmico che strizza l’occhio anche al cantautorato, riesce a render chiaro e fruibile al lettore questa preghiera che raccoglie, affonda, trasforma e mette a nudo la percezione della vita, dal passato all’infanzia. Un grande intimismo lirico che scende dentro e dentro troviamo molto se sappiamo ascoltare. Todisco lo sa fare  e lo fa con semplicità.

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“Le cassette di Aznavour” – recensione alla silloge di Nicola Grato

Le cassette di Aznavour - Nicola Grato - Libro - Macabor - Fiori | IBS

 

Un tuffo nei colori e nei sapori della terra del meridione, un grande equilibrio sintattico-cromatico di emozioni oltre che di versi. Questa è la silloge di Nicola Grato, “Le cassette di Aznavour” edita da Macabor, in cui il tempo sospeso e nostalgico si rende vivo e tangibile pagina dopo pagina.

Questo fruscio di ricordi attraversa la spazialità dei nomi di vie, posti, luoghi cari all’autore nella sua profonda sicilianità; Grato riesce a mettere in luce l’inquietudine dei ricordi, dando voce alle assenze quanto mai presenti. Si entra in una coralità fatta di spazi, squarci di dolore, memorie che toccano i gorghi dell’esistenza.

Un percorso anche lessicale molto intenso, che trova la tradizione (Verga, Bufalino per citarne alcuni) e accoglie la misura dialettale restituendo al lettore una dimensione familiare, nostalgica e vissuta. Un grande quadro fotografico che giunge alla quotidianità, all’essere, alla sostanza fatta e del tempo che non si azzera ma scorre inesorabilmente.

 

e mi chiedevo

se conoscevo davvero quell’uomo
se da ragazzo magari mi osservava

con smarrimento finire l’autunno.

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“Oggi ti sono passato vicino” – recensione alla silloge di Tommaso Urselli

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Nella poesia fatta di strati, pezzi, essenza di Tommaso Urselli nella silloge “Oggi ti sono passato vicino” edita da Ensemble, ritroviamo frammenti e fotogrammi di istanti poetici che riescono a penetrare dagli occhi sino alla sfera più profonda del nostro Io, passando attraverso gorghi di dolore, di riscoperta affettiva, di teatralità della parola e del gesto nella parola stessa.

Urselli rende molto significative le immagini dell’onirico e del metafisico attraverso un verso breve, incisivo che spezza e abbraccia la contemporaneità.

Vorrei essere nave, scivolare

sopra l’acqua scura del naviglio

senza più la novanta da prendere

per tornare a casa e questa rabbia

di essere sempre soltanto

figlio.

 

Lo stile, talora breve, talora più lungo ma ugual modo intenso restituisce al lettore un senso di appartenenza alla parola poetica, a quel verso che inchioda, cattura e fissa una istantanea, di veloce lettura e di sedimentazione profonda.

Il trasporto di questi versi affettivi, sognanti, riflessivi riesce a depositare nel lettore e nella sua interiorità tramite la ricerca della parola a volte forte, a volte sofferta ma vera.

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“Case sepolte” – recensione alla silloge di Pietro Romano

 

“Case sepolte” di Pietro Romano edito da “I quaderni del Bardo” è un tuffo dentro la poesia che costruisce e de-struttura il pensiero rendendolo materico, interrogativo alla ricerca di un dialogo con sé stesso e con la profondità che ognuno di noi ha dentro i propri territori.

Ognuno di noi ha delle case sepolte che abitano i meandri coscienti o non coscienti dell’anima e Romano riesce a darci una visione prettamente realistica fatta di domande, un continuo e perpetuo guardarsi allo specchio della vita, di quella vita che abita e risiede dentro il corpo, nella sua fisicità ma anche nel suo spirito. La poesia si ciba di noi, non è fatta da pareti, è fecondata dalle nostre domande e dai nostri occhi.

Si cerca una voce che talvolta non sentiamo:

 

Mi appartiene la mia voce? Cos’è? Non c’è al mondo suono che si
crepi per tanta forza deposta. Memoria? Quale memoria? Di me
che ritorno alla soglia che manca? Quale stanza?

 

Si esplorano due topos della poesia, infanzia e morte, che seppur ricorrenti nel panorama poetico, Romano riesce a scandagliare utilizzando uno stile essenziale, potente, reticolare (ricorrendo anche a tratti prosaici) nel quale emerge un grande bagaglio culturale dell’autore, del suo studio, del background insito nella sua anima. Una parola che è performativa e accende.

Paralisi notturna. Avanza sopravanza retrocede dimentica discompone leviga articola disarticola beve sfama digiuna graffia dissotterra oblia abbuia inganna chiede scongiura affama affoca nega rinnega ripudia affoga stringe disancora annega disperde geme obnubila dissesta preme teme congiura complotta farfuglia brama freme comprime implode uccide resuscita sradica svelle spella sfiata congela disgela consuma divora vomita incombe incalza

L’autore ci offre uno sguardo che va oltre la barriera, oltre la semplicità creando una raccolta densa, a tratti complessa ma viva e tormentata.

Estremamente consigliato a chi si chiede spesso cosa c’è dentro la Poesia e dentro l’Essere.

 

 

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“69 poesie e 7 peccati” – recensione alla silloge di Nadia Lisanti

69 poesie e 7 peccati - Nadia Lisanti - copertina

Si intrecciano le emozioni e i sensi nei versi, sensuali e pieni di forza e carica, della silloge dell’autrice Nadia Lisanti 69 poesie e 7 peccati” edito da Controluna.

C’è una chiara intenzione di scandagliare quella che è la dimensione interiore dell’Amore e dell’Eros, di come queste due sfere si parlino e dialoghino fra loro. In ogni pagina, l’autrice riesce a smembrare il pieno titolo della parola per dare e offrire un significato ancor più forte-sensuale-performativo. Le parole vanno in scena, acclamano le immagini che si materializzano come per puro incanto di fronte agli occhi, alla mente, al cuore.

Batte la lingua, primavera in ascolto,

le ultime mani le ho posate sulla tua fatica,

mentre mi dicevi di non smettere…

 

L’eros è forza di senso e di pensiero, di corpi ma anche di parole e in questo caso di versi, taglienti e profondi fatti di calore e potenza. E’ la costanza dell’esserci, del mancarsi per poi ritornare ad esserci.

Infinitamente e consapevolmente.

 

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“Un tempo assente”- recensione alla silloge di Moka

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Il tempo scorre inesorabile come mutamento bianco in una foresta di solitudine in cui il silenzio ne è il regnante. Una assenza che al contempo è presenza nella silloge “Un tempo assente” di Moka (Monica Moka Zanon) edita da Le mezzelane editrice.

Il reale e l’assente si uniscono e plasmano le pagine di questa raccolta di poesie che si sciolgono di fronte al lettore, tra le rive d’un lago, la nebbia e la foschia, il contatto con la natura che si fa silenziosamente assordante e restituisce un luogo nuovo, maturo. L’aspetto naturale è molto presente come l’introspezione dell’io poetico che è anche nostro perché talmente forte è il coinvolgimento emozionale ed emozionante che vive il lettore.

 

Sei tornato a falciare i campi assolati,

assoluti,

dal bianco delle nuvole

appare l’azzurro dei tuoi occhi.

 

Si vive il tempo e nel tempo di alcuni componimenti  l’autrice ricorda l’ermetismo ungarettiano, la malinconia chiaroscurale di Verlaine con questo stile talora  breve, incisivo che spezza il verso lasciandoci senza fiato, talora immerso di immagini naturali e metaforiche quasi sognanti con questo tempo che è misura del nostro spazio.

 

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“Inesperte esperienze” – recensione alla silloge di Gastone Cappelloni

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Pronti a varcare un mare nascosto e imprevedibile? E’ quello che dobbiamo chiederci prima di leggere “Inesperte esperienze”, opera omnia che racchiude varie sillogi poetiche di Gastone Cappelloni edita da Il cuscino di stelle.

Le emozioni di questo libro hanno un suono sommesso, non subito reperibile ma va ricercato e sentito entrando in una stanza di parole, anafore, un teatro di parole dentro la parola che si modifica, cresce, decresce, si accentua o acquisisce una proprietà semantica nuova.

L’amore viaggia in modo passionale o smarrito, Cappelloni ci guida nel suo territorio, ci mostra anfratti da ricordare, luoghi talvolta dolorosi ma sempre profondi. Questa è la forma mentis che viene depositata di fronte al lettore di questa silloge particolare, che continua e fluisce tra una pagina e l’altra in modo impellente, nostalgico, vivo e vero.

 

Ora che la tua mente
vivrà
l’eleganza del rispetto
ti percepirò abbracciata
al volto azzurro dell’universo.

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“L’innocenza dell’ombra” – recensione alla silloge di Roberta Borgia

L' innocenza dell'ombra - Roberta Borgia - Libro - Il Convivio - | IBS

 

Quando le pagine sfiorano e accarezzano l’anima andando sempre più giù, esplorando le avversità, gli ostacoli ma anche i propri canali emotivi con un gettito di emozioni sempre più crescente.

Questo è quello che capita leggendo “L’innocenza dell’ombra” di Roberta Borgia edito da Il convivio editore. Si è catapultanti in un grande ventaglio dove colori, immagini, profumi, sensazioni si celano dietro quell’ombra che è forte e viva.

La scrittura di Borgia è articolata, molto piena di immagini che danno ritmo e scandiscono i versi, intensa e autentica nonché trasparenza del verso che si fa confessione.

L’io dell’autrice diventa anche nostro, attraversiamo in queste pagine ciò che lei avverte, con una sorta di inter-azione profonda.

La profondità, la capacità di scandagliare l’essere interiore dandone un peso.

 

 

 

 

 

 

 

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“Le facce del dado” – recensione alla silloge poetica di Alessandro Sammarini

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Quando si dice che la Poesia non  è solo metafora ma è metafora e vita assieme. E’ quello che avverto nella silloge “Le facce del dado” di Alessandro Sammarini (edizioni del Porticciolo). Un connubio molto forte quello tra parola e immagine che si ripercorre all’interno del testo.

La Poesia è forza motrice nelle parole , nei verbi, nelle azioni e immagini dell’autore che ci prende con sè e ci mette davanti a queste pareti di carta che costruiscono e inter-agiscono con il lettore stesso.

Le sfaccettature della vita sono tutte inserite in questo meraviglioso libro, la profondità di un verso che scava e lascia un segno, un gesto.

Dall’omonimo titolo vi è anche il cd “Le facce del dado” con poesie diventate canzoni, musicata e cantate da Davide Dossena. Ed ecco che la musicalità diventa piena nel senso vero della parola.

 

Come un dado

ho le mie stagioni

prigioniere dei suoi lati,

probabili illusioni

di facce nascoste.

 

 

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“Fiori e speranze Paesaggi e umanità” – recensione alla silloge di Patrizia Spoletini

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Edita da Antologica Atelier Edizioni, “Fiori e Speranze, Paesaggi e Umanità” è un diario poetico nel quale i paesaggi vengono attraversati dall’autrice Patrizia Spoletini. Ricca è l’unione con la natura e il titolo ne è un grande respiro.

Ritmo veloce che scorre tra le pagine di queste immagini poetiche che danno un grande senso di bellezza per la natura e la vita, la speranza esortando il lettore a vivere appieno la sua vita. Questo diario di viaggio poetico, sia interiore sia esteriore, è nutrito con lievi metafore, versi liberi che indagano attraverso posti che l’autrice ha visitato e scandagliato anche nella profondità della sua Anima.

Passerà la nostalgia

di questa vergine

rossa di fuoco

che ci prese

con la passione

fino a farci male.

Il viaggio è quindi qui inteso non solo come mero spostamento fisico ma anche di cuore e sentimento,

Un libro che è vissuto e va vissuto pienamente dal lettore.

 

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