Eccoci qui con l’intervista all’autrice Maria Teresa Infante!

Ciao Maria Teresa, dicci chi sei e cosa fai nella vita?

Ciao Mattia, sono sveglia da poco e rispondere a domande di tale peso e importanza mi risulta ancora difficile, ma ci provo. Chi sono devo ancora scoprirlo, sto studiando seriamente per questo; qualche risposta me la sono data, ma ancora tutte da verificare, solo dopo potrò rispondermi/ti, ma sono convinta che ogni giorno che passa non siamo già più ciò che eravamo. Siamo un universo in movimento e se la mente è attiva, i cambiamenti saranno perenni. Le certezze in fondo appiattiscono e non sono stimolanti, quindi certezze giusto il qb ed orizzonti sempre tesi.
Nella vita ho fatto tante cose, molte mal riuscite, alcune riuscite bene, come quella di madre. Credo che i miei due figli siano ciò che di meglio abbia potuto realizzare, sono l’asse intorno al quale ruoto e dal quale dipendono il giorno e la notte. Poi tutto il resto di cui mi occupo ha a che fare con la scrittura e la lettura. Ad oggi la scrittura va a discapito della lettura, perché la coperta è sempre troppo corta, ma non mollo la presa, mentre un tempo vivevo di libri da sfogliare, mangiare e bere, erano dappertutto, a tavola, sul comodino, sul/sotto il letto e quando non riuscivo a ordinare li infilavo sotto il tappeto, “alla Pippi Calzelunghe”… la ricordi?

Sei molto impegnata e hai tante cose all’attivo come abbiamo visto dalla nota biografica. A te cosa piace più essere? Scrittrice, poetessa, curatrice, giornalista etc..?

Ecco, questa è una domanda che mi sono posta spesso e alla quale ho la risposta pronta: ho una mente essenzialmente creativa e creare mi diverte, mi rilassa, potrei passarci ore senza stancarmi. Sono una frana con i colori, le matite e i gessetti e per fortuna sopperisco con le parole; quando posso scrivere, inventarmi cose, storie, planare o altro, sono me stessa. Il massimo della creatività è nella poesia, ma la poesia non la comandi, quindi non sei tu a guidare il carro, ma per fortuna non ho tempi morti, se non “è zuppa è pan bagnato” si dice dalle nostre parti. Non ci crederai ma anche fare del “giornalismo libero”, quale faccio io, è creatività, perché non ho imposizioni di tempi o tematiche, è l’unica clausola che ho chiesto ai direttori dei giornali con i quali collaboro che, per mia fortuna sono persone estremamente intelligenti e a modo e mi hanno capita. Non riuscirei a scrivere un solo rigo su commissione: quel che sento scrivo, quando non “sento”, taccio.

Cosa è per te la poesia?

L’interno che diventa parola, di solito su carta; la carta assorbe, è uno sporco catartico, l’interno si svuota e l’aria dentro, diventa più respirabile; un po’ come aprire le finestre al mattino e guardare in alto.

Hai pubblicato varie sillogi, ce n’è una in particolare che ti è rimasta più a cuore o una poesia dentro di esse?

La silloge che hai più a cuore è sempre l’ultima e in questo caso è “Il Viaggio” perché più ti rappresenta se, come ti ho risposto prima, siamo in continua crescita e le ultime opere sono il frutto del nostro percorso di maturazione, ma non per questo rinnego le precedenti, anzi, sono le orme che ho calcato, fanno parte di me e le sento alla stessa stregua di quelle più recenti, hanno quel pizzico di fanciullesca ingenuità nel dire, il rossore sulle gote dei bambini. Una poesia che più mi rappresenta? Diciamo tutte, alcune in particolare ma non lo dirò, per l’altra parte pudica di me che vuole restare a guardare, in disparte.

Organizzi vari eventi culturali e artistici, come nasce questa passione?

Le cose nascono da sole; se getti un seme qualcosa verrà fuori e la logica ti porta a coglierlo altrimenti avresti sprecato energie invano. Se non vuoi cogliere, seminare è da folli, ma c’è tanto da fare e si toglie spesso tempo ad altro. L’organizzazione e la coordinazione di eventi culturali porta con sé un dispendio pazzesco di energie di cui pochi si rendono conto e a volte ti chiedi se ne vale davvero la pena, perché ti spendi tanto e lo fai davvero per gli altri (non per te stessa) per tutti coloro che coinvolgi e di cui ti senti responsabile; ti senti un po’ mamma di ognuno. Poi, le cose vanno sempre bene, sei felice, gioisci, esulti, ma ne esci sfinita e tutto ciò che ti ruotava intorno… scompare … pufff magia.
Ho dato tanto per gli altri, io credo nella gente, negli amici, nei progetti, nei sogni, ora credo di dovere qualcosa a me… se riesco, vorrei sentirmi anche figlia, ma sono certa che resterò orfana. Scusami questa punta di amarezza: c’est la vie!

Cosa ti piace più scrivere tra poesia e romanzo?

Entrambe le forme di scrittura mi appartengono, a volte faccio fatica a scinderle, nei mie romanzi ci sono spesso passaggi in prosa poetica e le mie poesie, in pochi versi hanno prologo, climax, epilogo. Dipende da come gira e da come giro; a proposito te l’ho detto che sono dei “Pesci”? Lunatica, sognatrice, creativa

Hai vinto numerosi premi e riconoscimenti, ce n’è uno a cui sei legata particolarmente?

Assolutamente no, ognuno è stato accolto con la stessa gratitudine e gioia, anche se ce ne sono alcuni, come il Premio Zingarelli per la poesia “Senz’alba” e il Premio Lupo per il romanzo “Il richiamo” che mi hanno aperto ad altre esperienze letterarie e quindi nuove opportunità; ecco, in questo caso hanno avuto un peso maggiore nel mio percorso, ma ogni riconoscimento ottenuto è stata una carezza ricevuta. In tutta sincerità, perché sono abituata a non aspettarmi mai nulla.

Oggi giorno come vedi la cultura nel nostro paese?
Che la cultura latiti, soprattutto dove dovrebbe imperare non sono io a dirlo, ma i fatti. Basta seguire la tv (anzi, non seguirla), i giornali, i politici, il degrado sociale e ambientale che ne sono la diretta conseguenza. Insomma, direi che non siamo messi bene, dovremmo rimboccarci tutti le maniche. Si spende poco in cultura a tutti i livelli, da quello istituzionale e amministrativo a quello personale; le nostre librerie si animano solo nei periodi prefestivi o se arriva il personaggio del momento (e magari si trattasse sempre di uno scrittore) a promuovere il libro. Pensa che secondo i dati Istat 2016, il 57% degli italiani non legge neanche un libro l’anno, ma io credo siano molto meno perché c’è la mia amica Michelina che ne compra una decina a settimana quindi inquina le statistiche 😀

Come è essere membro di giuria? Un compito se vogliamo molto arduo ma anche entusiasmante?

Un compito gratificante, già per essere stata prescelta, anche se ne accetto davvero pochi e radi, non riuscirei proprio a fare di più; arduo senza dubbio perché senti un forte senso di responsabilità dovendo dare (volente o nolente) una valutazione, assolutamente soggettiva, a dei sentimenti espressi in versi, quindi, assolutamente non entusiasmante, non godo in queste cose, diciamo che lo reputo un buon esercizio anche per me; ogni cosa contribuisce alla nostra crescita.

Ci sono ad oggi dei progetti futuri?

Ecco vedi? Adesso potrei riempirti fogli e fogli e fogli! Io non vivrei senza progetti, credo non mi alzerei neanche dal letto. I progetti servono a farti sentire viva e piena di voglia di fare e creare. Ne ho tanti, tantissimi e che si realizzino o meno non mi importa, ciò che conta è averne, e poi, volere è potere (oggi sembro mia nonna, parlo per proverbi e citazioni) ed ogni volta che imbastisco un progetto lo porto a termine. Sono testarda come una roccia e di più.
Però voglio anticiparti che, fra non più di 2/3 giorni andrà in stampa l’antologia a cui noi tutti teniamo tanto (ci sei anche tu!) curata da me e Massimo Massa: Ciò che Caino non sa- Le mani dei bambini, Edizioni Oceano, un progetto editoriale per sensibilizzare su abusi e soprusi verso il mondo dell’infanzia e sui diritti dei minori; una tematica che – vista la partecipazione dei tanti autori, sta a cuore davvero a tutti. I bambini sono la parte più vera di noi, tanto fragili e indifesi, ognuno dovrebbe averne cura e tutela e sono contenta abbia aderito al progetto anche il poeta Davide Rondoni, una fra le eminenti figure poetiche contemporanee, che aprirà il libro insieme al saggio del prof. Enrico Marco Cipollini, filosofo. Altre 90 voci di autorevoli autori ed artisti, affiancate da relazioni di figure professionali che fra poco presenteremo, rendono questo volume un’opera da tenere in considerazione. Dimenticavo: sto finendo il mio prossimo romanzo e sto editando la nuova, sesta silloge poetica.

Grazie Mattia per la tanta, tanta, ma tanta pazienza che hai avuto nell’attendermi, e grazie a tutti coloro che saranno riusciti ad arrivare fino in fondo alla lettura… senza avere mai neanche sbadigliato!

1 Commento su Intervista all’autrice Maria Teresa Infante

  1. Mattia, riconfermo la mia gratitudine per la tua attenzione e soprattutto per avere avuto la gentilezza di aspettare i mie tempi, purtroppo spesso lunghi; nell’intervista ho cercato anche di far capire le tante cose in cui sono impegnata in questo momento e non ultima, anzi, al primo posto, la mia famiglia. Ancora grazie di cuore e un caro saluto a te e a coloro che ci leggeranno.

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